Scilla & Cariddi – il mistero dello Stretto di Messina

Buon giorno cari lettori! Oggi vi raccontiamo una leggenda che nasconde enormi misteri. Noi tutti siamo abituati ad attraversare lo stretto di Messina con traghetti che navigano ogni giorno, ripetutamente. Eppure, bisogna che sappiate che lo Stretto di Messina è stato,  e spesso è, un tratto molto pericoloso, in cui diverse navi sono affondate. La pericolosità è legata alle correnti rapide e irregolari, alla presenza di forti venti e nebbia. Una leggenda Greca da spiegazioni differenti e onnipresenti ogni qual volta che si parla dello Stretto di Messina. Secondo la leggenda due ninfe – divenute mostri – rendono pericoloso lo stretto:

  • Scilla era una ninfa graziosa che amava le spiagge di Zancle, (l’antica Messina) in cui spesso passeggiava. Il Dio marino Glauco, per metà pesce, vide la ninfa e se ne innamorò. Incapace di convincerla con le proprie attenzioni, chiese aiuto alla maga Circe. Questa però, a sua volta innamorata di Glauco, invece di consegnare a lui una pozione d’amore, ne fa un’altra che versa nello specchio d’acqua dove la ninfa si getta abitualmente. Non appena Scilla si immerse, vide trasformare il suo corpo. Scilla divenne un essere con dodici zampe e sei teste di orribili cani. Per la vergogna la ninfa, ormai mostro, si nascose in una grotta dello Stretto di Messina, in cui vive ancora oggi.
  • Cariddi era una ninfa con una bizzarra particolarità: aveva un grande appetito. Questo grande appetito fece si che quando Ercole passò dallo Stretto di Messina con la mandria di Gerione, Cariddi rubò alcuni buoi per mangiarseli. Zeus, infastidito da tale azione,  le scaglia contro un fulmine trasformandola in mostro. Cariddi rimarrà sullo Stretto di Messina nella riva opposta a Scilla. Tracanna enormi quantità d’acqua che poi risputa con violenza nel mare causando quei gorghi che inghiottono le navi di passaggio.

Secondo la leggenda Scilla spaventa i marinai e Cariddi risucchia le navi determinando la pericolosità dello Stretto di Messina! Di certo sappiamo che …. i traghetti navigano lo stretto attraverso un particolare percorso..

Immaginiamo che lo Stretto sia diviso in due corsie da una virtuale “linea di mezzeria” rappresentata nell’immagine con una striscia viola. Le unità che si stanno spostando devono mantenersi vicine alla costa. L’unico modo in cui si può passare da una “corsia” all’altra è quello di girare, in senso antiorario, intorno alla “rotatoria” rappresentata nell’immagine dal cerchio viola.

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L’Istituto Incremento Ippico “Ambelia” in principio doveva essere un’azienda vinicola

E’ tutto pronto per la “Fiera Mediterranea del Cavallo”. In quest’ultimo periodo l’Ambelia-Istituto Incremento Ippico- è stato al centro dell’interesse comune, tra i vari lavori di ripristino e valorizzazione. 3 milioni di euro sono serviti a donare alla tenuta un aspetto dignitoso ed invitante. La “Fiera Mediterranea del Cavallo”, organizzata dalla Regione Siciliana, ospiterà 300 equini di 14 razze. Il programma dell’evento è ricco di manifestazioni, gare e servizi.

Andiamo a ritroso nel tempo….La storia dell’allevamento del cavallo in Sicilia degli ultimi 150 anni è collegata alla presenza dell’Istituto Incremento Ippico per la Sicilia, che dagli anni ’50 raccoglie l’eredità funzionale e strutturale del Regio Deposito Stalloni, creato nel 1884 dall’allora Ministero della Guerra. Gli stalloni, allevati presso l’Istituto, vengono annualmente impiegati presso le stazioni di monta pubbliche ed erariali dislocate sul territorio. Eppure la tenuta Ambelia nasconde una storia di cultura e tradizione da non tralasciare – è appartenuta ai principi Branciforti, sorge a circa 40 Km da Catania, nel territorio del Comune di Militello Val di Catania. Nella tenuta che si estende su una superficie di circa 45 ettari, coltivati attualmente a foraggere e uliveto, sono presenti numerosi caseggiati di notevole valore storico ed artistico. Proprio tra quei caseggiati sono custoditi i ricordi di diversi lavoratori che, occupando un ruolo nel mondo dell’Ippica o impiegati nella cura dei terreni del Principe Branciforti, hanno vissuto all’interno della tenuta con le loro famiglie. Deliziosa la fontana centrale, la piccola chiesetta, l’aula in cui si svolgevano lezioni scolastiche per i bambini / ragazzini del luogo.

Eppure, pochi sapevano ch, la tenuta originariamente doveva essere un’azienda a vocazione viticola, come dimostra il nome “Ambelia” che deriva da Ampelos = vite.

Grazie Mamma

Grazie Mamma

Grazie Mamma
perché mi hai dato
la tenerezza delle tue carezze,
il bacio della buona notte,
il tuo sorriso premuroso,
la dolce tua mano che mi dà sicurezza.
Hai asciugato in segreto le mie lacrime,
hai incoraggiato i miei passi,
hai corretto i miei errori,
hai protetto il mio cammino,
hai educato il mio spirito,
con saggezza e con amore
mi hai introdotto alla vita.
E mentre vegliavi con cura su di me
trovavi il tempo
per i mille lavori di casa.
Tu non hai mai pensato
di chiedere un grazie.
Grazie Mamma.

Judith Bond

Ingannare una Donna Siciliana? Secondo la leggenda della Testa di Moro ciò non converrebbe

Cari lettori, oggi vogliamo raccontarvi una leggenda a dir poco curiosa e interessante. Siamo giunti a questa leggenda partendo dall’osservazione che i vasi in ceramica di Testa di Moro sono simboli rappresentativi della Sicilia. Vi siete mai chiesti come mai?Soprattutto, Caltagirone, città della ceramica, è piena di Teste di Moro. Solitamente queste adornano i balconi, decorano i salotti di molte case e spesso vengono acquistati come souvenir dai turisti durante le vacanze in Sicilia. Sono una miriade le Teste di Moro, dipinte con fantasia e competenza!

Facendo una piccola ricerca abbiamo scoperto che alle Teste di Moro è legato l’onore della donna Siciliana attraverso una macraba leggenda. Si narra che intorno all’anno 1100, periodo della dominazione araba in Sicilia, alla Kalsa – quartiere Palermitano- vivesse una meravigliosa fanciulla. Ella trascorreva le giornate in casa curando le piante che ornavano il suo balcone. Un giorno passo da li un giovane moro , che non appena vide la bella ragazza intenta ad annaffiare i suoi fiori, se ne invaghì. Decise di volerla tutta per se e, senza indugio, entrò in casa della ragazza per dichiararle il suo amore.
La fanciulla ricambiò l’amore del giovane, ma quando seppe che questi l’avrebbe presto lasciata per tornare nelle sue terre in Oriente, dove l’attendevano moglie e i figli, approfittò della notte e lo uccise mentre giaceva addormentato. La giovane fanciulla gli tagliò la testa, e con questa fece un vaso dove piantò del basilico. Infine, lo mise in bella mostra fuori nel balcone, affinché l’uomo rimanesse per sempre con lei. La fanciulla passava le sue giornate sul balcone versando lacrime d’amore sulla Testa del Moro, testa dalla quale crebbe un rigoglioso basilico! La bellezza della pianta destò l’invidia dei passanti che, per non essere da meno, si fecero costruire dei vasi di terracotta a forma di testa di moro sulla quale curare meravigliose piante!

Leggenda o verità??? Chissà…..

Il Cinque Maggio – Alessandro Manzoni


Ei fu. Siccome immobile,
Dato il mortal sospiro,
Stette la spoglia immemore
Orba di tanto spiro,
Così percossa, attonita
La terra al nunzio sta,

Muta pensando all’ultima
Ora dell’uom fatale;
Nè sa quando una simile
Orma di piè mortale
La sua cruenta polvere
A calpestar verrà.

Lui folgorante in solio
Vide il mio genio e tacque;
Quando, con vece assidua,
Cadde, risorse e giacque,
Di mille voci al sonito
Mista la sua non ha:

Vergin di servo encomio
E di codardo oltraggio,
Sorge or commosso al subito
Sparir di tanto raggio:
E scioglie all’urna un cantico
Che forse non morrà.

Dall’Alpi alle Piramidi,
Dal Manzanarre al Reno,
Di quel securo il fulmine
Tenea dietro al baleno;
Scoppiò da Scilla al Tanai,
Dall’uno all’altro mar.

Fu vera gloria? Ai posteri
L’ardua sentenza: nui
Chiniam la fronte al Massimo
Fattor, che volle in lui
Del creator suo spirito
Più vasta orma stampar.

La procellosa e trepida
Gioia d’un gran disegno,
L’ansia d’un cor che indocile
Serve, pensando al regno;
E il giunge, e tiene un premio
Ch’era follia sperar;
Tutto ei provò: la gloria
Maggior dopo il periglio,
La fuga e la vittoria,
La reggia e il tristo esiglio:
Due volte nella polvere,
Due volte sull’altar.

Ei si nomò: due secoli,L’un contro l’altro armato,
Sommessi a lui si volsero,
Come aspettando il fato;
Ei fe’ silenzio, ed arbitro
S’assise in mezzo a lor.
E sparve, e i dì nell’ozio
Chiuse in sì breve sponda,
Segno d’immensa invidia
E di pietà profonda,
D’inestinguibil odio
E d’indomato amor.

Come sul capo al naufrago
L’onda s’avvolve e pesa,
L’onda su cui del misero,
Alta pur dianzi e tesa,
Scorrea la vista a scernere
Prode remote invan;
Tal su quell’alma il cumuloDelle memorie scese!
Oh quante volte ai posteri
Narrar se stesso imprese,
E sull’eterne pagine
Cadde la stanca man!

Oh quante volte, al tacitoMorir d’un giorno inerte,
Chinati i rai fulminei,
Le braccia al sen conserte,
Stette, e dei dì che furono
L’assalse il sovvenir!
E ripensò le mobili
Tende, e i percossi valli,
E il lampo de’ manipoli,
E l’onda dei cavalli,
E il concitato imperio,
E il celere ubbidir.

Ahi! forse a tanto strazio
Cadde lo spirto anelo,
E disperò: ma valida
Venne una man dal cielo,
E in più spirabil aere
Pietosa il trasportò;

E l’avviò, pei floridi
Sentier della speranza,
Ai campi eterni, al premio
Che i desidéri avanza,
Dov’è silenzio e tenebre
La gloria che passò.

Bella Immortal! benefica
Fede ai trionfi avvezza!
Scrivi ancor questo, allegrati;
Chè più superba altezza
Al disonor del Golgota
Giammai non si chinò.

Tu dalle stanche ceneri
Sperdi ogni ria parola:
Il Dio che atterra e suscita,
Che affanna e che consola,
Sulla deserta coltrice
Accanto a lui posò.
Parafrasi

Egli fu (è morto, è trapassato). Infatti ora giace immobile, avendo esalato l’ultimo respiro, e la sua spoglia è rimasta senza più ricordi, privata della sua anima: chiunque ha saputo la notizia di questa morte è attonito. Tutti restano muti pensando alle ultime ore di quest’uomo inviato dal fato e nessuno sa dire quando un uomo simile tornerà di nuovo a calpestare la terra che lui stesso ha calpestato, lasciando un cammino sanguinoso. Io, come poeta, ho visto Napoleone in trionfo, sul soglio imperiale, ma ho taciuto senza far poesia su questo evento, e ho visto anche il momento in cui, rapidamente, fu sconfitto, tornò al potere e cadde ancora, ma la mia poesia ha continuato a restare in disparte e non mischiarsi a tutte le voci adulanti che aveva intorno Napoleone;adesso il mio ingegno poetico vuole parlare – e si innalza commosso, senza elogi servili o insulti vili – dell’improvvisa morte di una figura simile, e offre alla tomba di quest’uomo un componimento che forse resterà eterno. Dall’Italia all’Egitto, dalla Spagna alla Germania le azioni rapidissime di quest’uomo seguivano il suo modo di pensare, condusse imprese dalla Sicilia fino al Don, dal Mediterraneo all’Atlantico.Fu vera gloria la sua? Spetta ai posteri la difficile sentenza: noi ci inchiniamo umilmente al Sommo Creatore che volle fare di Napoleone (lui) un simbolo della sua potenza divina. La pericolosa e trepida gloria di un grandissimo disegno, l’insofferenza di un animo che deve obbedire ma pensa al potere e poi lo raggiunge e ottiene un premio che sarebbe stato una follia ritenere possibile. Sperimentò tutto: provò la gloria, tanto più grande dopo il pericolo, la fuga e la vittoria, il potere regale e l’esilio, due volte è stato sconfitto, e due volte vincitore. Egli stesso si diede il nome: due epoche tra loro opposte guardarono a lui sottomesse, come se ogni destino dipendesse da lui, egli impose il silenzio e si sedette tra loro come un arbitro. Nonostante tanta grandezza, scomparve rapidamente e finì la sua vita in ozio, prigioniero in una piccola isola, bersaglio di immensa invidia e di rispetto profondo, di grande odio e di grande passione. Come sulla testa del naufrago si avvolge pesante l’onda su cui poco prima lo sguardo dello sventurato scorreva alto e in cerca di rive lontane che non avrebbe potuto raggiungere, così su quell’anima si abbatté il peso dei ricordi. Ah, quante volte ha iniziato a scrivere le sue memorie per i posteri ma su tutte quelle pagine si posava continuamente la sua stanca mano! Quante volte alla fine di un giorno improduttivo ha abbassato lo sguardo fulmineo, con le braccia conserte, preso dal ricordo dei giorni ormai andati. E ripensò agli accampamenti militari in continuo movimento, alle trincee, allo scintillare delle armi e agli assalti della cavalleria, e agli ordini dati rapidamente e alla loro esecuzione. Ah, forse fra tanto dolore crollò il suo spirito e si disperò, ma arrivò l’aiuto di Dio a quel punto, che lo condusse in una realtà più serena; E lo guidò per i floridi sentieri delle speranze, verso i campi eterni, lo condusse alla beatitudine eterna, che sorpassa ogni desiderio umano, lo guidò dove la gloria terrena non vale nulla.Bella, immortale, benefica fede, abituata ai trionfi! Considera anche questo tuo trionfo e sii allegra perché nessuna personalità più grande si è mai chinata davanti alla croce di Cristo. Tu (Fede) allontana dalle ceneri di quest’uomo ogni parola maligna: il Dio che atterra e rialza, che dà dolori e consola si è posto accanto a lui, per consolarlo nel momento solitario della sua morte.

Buona festa dei Lavoratori! Oggi cosa festeggiate di preciso?

Buon giorno amici lettori e auguri a tutti i lavoratori. Oggi 1° Maggio è la festa dei lavoratori! Durante questa giornata facciamo gli auguri a tutti gli amici, ai parenti, ai conoscenti ma fermiamoci un attimo a riflettere: sappiamo cosa si festeggia nello specifico?

Oggi è per tutti noi una giornata di svago, chi in famiglia e chi con gli amici, chi al mare e chi in montagna. Questa è per tutti noi una giornata di festa! I giovani festeggiano il 1°Maggio nei lidi balneari tra danze e aperitivi mentre molte comitive si sono organizzate in campagna tra “arrusta e mangia” e karaoke. Quella di oggi è una giornata all’insegna del divertimento, dell’allegria ma in origine questa giornata ha ben altri significati e ben altri presupposti.

Oggi si festeggia il lavoro e i lavoratori: “L’ITALIA è UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA, FONDATA SUL LAVORO”. Ogni lavoro nobilita l’uomo e ogni lavoratore ha diritti e doveri eppure…nella seconda metà del XIX secolo gli operai lottavano per rivendicare i propri diritti, diritti pagati con il sangue. Il tutto si sviluppo a l’Illinois. Il 1° maggio 1887 la Federation of Organized Trades and Labour Unions, aveva finalmente stabilito il minimo della giornata lavorativa in 8 ore. Sono giorni di fermento e manifestazioni a Chicago, culminati nella rivolta di Haymarket: il 3 maggio 1886 i lavoratori della città in sciopero si ritrovano in protesta all’ingresso della fabbrica di macchine agricole McCormick: la polizia apre il fuoco e ne uccide due. Insorgono gli anarchici locali che convocano una manifestazione di protesta: il giorno dopo durante i cortei scoppia una bomba che provoca la morte di sei poliziotti e una cinquantina di feriti. Per tutta risposta gli agenti sparano sulla folla. Nessuno ha mai saputo né il numero complessivo delle vittime di quella giornata né chi sia stato a lanciare l’ordigno. Si sa però che fu il primo attentato dinamitardo nella storia degli Stati Uniti. Il 20 agosto 1887 8 anarchici vengono condannati a morte, l’11 novembre vengono impiccati. Questa è una storia di sangue, di lotte per i diritti che uomini coraggiosi hanno combattuto.

In Italia si stabilirono le 8 ore lavorative giornaliere solo nel 1923 grazie al lavoro dell’Internazionale. In questo periodo storico il fascismo domina su tutto e la celebrazione del 1° Maggio viene anticipata al 21 aprile, in coincidenza con il Natale di Roma: nel 1924 è per la prima volta giorno festivo. La data sarà spostata nuovamente al 1°Maggio nel 1945 e solamente nel 1955 Papa Pio XII istituì giorno 1 Maggio festa di San Giuseppe lavoratore.

Ad oggi possiamo dire che in pochi godono in pieno dei benefici lavorativi, molti lavorano “in nero”, sottopagati. Troppi i casi di morti sul lavoro per mancanza di sicurezza. Numerosi i casi di discriminazione sessista sul posto di lavoro, abusi, sfruttamento, adolescenti che lavorano, lavoratori che concludono un giorno lavorativo dopo 13 ore di fatiche. Uomini che lavorano i campi senza curarsi del proprio fisico, pronti a sacrificarsi per sfamare la famiglia. Diciamo che l’Italia è una Nazione strana anche sotto questo punto di vista!!! Purtroppo, esistono anche coloro che rifiutano il lavoro, vivendo nella convinzione che sporcarsi le mani non faccia per loro. Diciamo che gli uomini hanno caratteri che mutano e che si differenziano dando vita a realtà diverse, molte delle quali tristi. Crediamo fortemente che bisogna educare i bambini verso la comprensione dell’importanza dell’istituzione scolastica perche la formazione, la SCUOLA, crea le fondamenta per lavoratori formati verso un futuro certamente migliore, rispetto a chi ignora la conoscenza.

Per fortuna esistono quelle aziende che rispettano i propri lavoratori riconoscendo a loro il successo dell’azienda e riconoscendo a loro diritti e doveri, come di giusto deve essere. Concludiamo questo piccolo racconto mandando i nostri auguri a coloro che in questa giornata di festa stanno lavorando, come fosse un giorno come tanti. Qualcuno esclamerà: “fortunati coloro che “almeno” riceveranno una retribuzione maggiorata”, purtroppo se questo ci consola vorrà dire che ancor’oggi nel 2019 siamo schiavi del lavoro, isolati all’interno di una società dell’apparire, in una società dove tutto viene spettacolarizzato e reso vano, pure il sangue versato da operai valorosi.

28 Aprile: Giornata Mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro

Oggi 28 Aprile si celebra la Giornata Mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro che quest’anno coincide con il centenario dell’attività dell’Ilo. Proprio per questo motivo quest’anno si dovrà pur fare il punto della situazione. Una situazione che, nonostante i cambiamenti tecnologici e i miglioramenti sociali, è ancora critica.

Troppo spesso apprendiamo notizie di lavoratori a cui mancano i giusti strumenti di lavoro e che rischiano la vita in luoghi pericolosi. Numerosi i feriti e i morti sul lavoro. Dati sconcertanti in questo 2019.
La Giornata Mondiale del 28 Aprile è dedicata pienamente ad eventi che sottolineano quanto sia importante lavorate in sicurezza. Quest’oggi sono previste iniziative nelle aziende, nelle scuole, nelle piazze. Umm.. a Scordia non è stato organizzato nulla? La lista degli eventi Nazionali è consultabile alla pagina http://www.fondlhs.org/eventi-ils19/ con tutti i dettagli e le informazioni per prendervi parte.

27 Aprile: Giornata Mondiale del DISEGNO

Il 27 Aprile si celebra la Giornata Mondiale del Disegno, nota anche come “Giorno del disegnatore” o “Giorno del disegnatore grafico”. Questa giornata è stata proclamata dal Consiglio Internazionale delle Associazioni di Disegno Grafico (Ico-D), un’Associazione Mondiale per i disegnatori professionisti, fondata a Londra nel 1963.

Noi, curiosando qui e li, abbiamo scoperto che oggi si celebra questa forma di comunicazione artistica, in modo da sottolineare l’importanza della creatività, e riconoscere il valore della comunicazione attraverso il disegno.

Infatti, fin dai tempi più remoti il disegno è stato uno strumento di comunicazione non verbale. L’uomo primitivo ha iniziato a comunicare dapprima attraverso i disegni, poi parlando e solo in fine scrivendo.

Disegnare stimola le capacità cognitive e creative, riflette stati d’animo e caratteristiche della personalità. Forse è per questo che i bambini amano disegnare e colorare, è un modo per comunicare i loro pensieri, i loro stati d’animo. Ricordiamo che, a prescindere dalle abilità artistiche, tutti dovrebbero/dovremmo cimentarsi/ci nel disegno. Disegnare rende l’uomo libero.. Libero di tratteggiare linee e di sfumarne i contorni con i colori che preferisce. I colori dell’amore, dell’amicizia, della speranza.. Disegnando si è liberi di sognare.. In ogni caso aiuta ad allentare lo stress e staccare la spina da una realtà tecnologica e virtuale che allontana sempre più l’uomo dalla propria creatività e dalla voglia di guardare oltre l’orizzonte, proprio come fanno i bambini.

#MaiPiùUnBancoVuoto

Carissimi lettori, oggi vi raccontiamo l’importante evento a cui abbiamo assistito ieri mattina. Leggete con attenzione.

L 11 Aprile presso l’Aula Magna dell’istituto I.C.S. “Salvo Basso” ha avuto luogo un importante evento, (ripetutosi questa mattina presso l’Aula Magna del Liceo Scientifico “E. Majorana”). Parliamo dell’evento denominato STOP BULLISMO. Un evento finalizzato a sensibilizzare i ragazzi delle scuole, in modo da insegnare loro il male che la mentalità dei bulli crea nei ragazzi.

Hanno preso parte all’evento il Dott. Nicolò Ferro (Dirigente Sindacale SIULP), il Dott. Giuseppe Leggio (Esperto in informatica dell’Aeronautica Militare), la Dott.ssa Stefania Alaimo (Psicologa), la Dott. G. Medulla (Past-President Lions Club -Scordia- Palagonia – Militello V.C.), la Prof.ssa Petralia Annalisa (Vice Preside dell’Istituto I.C.t. “Salvo Basso”), Valentina Tringali (Assessora alla Pubblica Istruzione), Giovanna Catalano (Vice Sindaco ), il Maresciallo Petrocco Mario. Ognuno dei presenti ha sottolineato quanto il bullismo sia un male sottile che arriva ad uccidere l’anima degli esseri umani. I ragazzi, gli adulti non si rendono conto di come il bullismo sia mutato e di quanto possa ferire un’individuo insicuro e debole. Il bullismo, è brutto da dire, ma spesso nasce da un modo di fare, di pensare, dalla propria personalità, una personalità marcia che ingrigisce la felicità altrui.

Proprio il Dott. Leggio ha voluto sottolineare come oggi viviamo in una realtà in cui il bullismo ha assunto diverse forme e varianti, ma di come è onnipresente. Il bullismo consiste in atteggiamenti diretti e indiretti volti a prevalicare l’altro tramite l’uso della forza fisica o psicologica.Viviamo in una società cosi avanzata, la scienza, la tecnologia hanno fatto passi da giganti negli ultimi anni, eppure l’umanità è in grado di rovinare ogni cosa buona. Attraverso i nuovi mezzi di comunicazione smartphone, tablet ecc si creano profili virtuali con falsi nik name e condividere, divulgare notizie, immagini relative ad un determinato individuo con la finalità di derisione è un fenomeno che sta portando molti ragazzi vittime al suicidio. Parliamo di Cyberg Bullismo.

Ma ci rendiamo conto, o no? Assurdo. Chi siamo noi per giudicare, per decidere di deridere, umiliare, discriminare, picchiare e rovinare la vita degli altri? Cosa sembra, un gioco? La vita è un gioco? Un hastag ,#maipiùunbancovuoto. Troppi i ragazzi che hanno deciso di spegnere la loro anima, di fermare il battere del loro cuore perchè oppressi dai bulli. #maipiùunbancovuoto non deve essere solo un hastag ma un valore. Denunciamo, parliamo, non taciamo dinanzi la violenza dei bulli. Insegniamo ai nostri figli, amici, parenti che il rispetto è essenziale se si vuole vivere in una società migliore.